Scrivere come una foresta
“La foresta distrugge le dualità. Tu dici “uomo o donna”, “bello o brutto”, “lì o qui”, “dentro o fuori”: la foresta distrugge questi dualismi. È una sorta di spazio liminale dove le cose che hanno una forma fissa, quando entrano nella foresta, vanno letteralmente in pezzi. E questo è rivoluzionario e politicamente potente perché tutte le nostre stanche, convenzionali credenze, quando entriamo nella foresta, le rigeneriamo e ripensiamo”.
Ainehi Edoro

La medicina del raccogliere
Raccogliere per ricomporre, ricomporre per permettere ancora una relazione. Nina Bagley e Clarissa Pinkola Estès.

Pratiche, gesti e semi nell’era delle fini
Che questi 100 gesti possano essere più che semplici idee su una pagina. Che siano semi di guarigione e rinascita.

Specie che ci salvano (e non lo sapevamo)
“Species that save us”: 50 specie tra animali e vegetali che ci salvano – anche dall’illusione dell’autosufficienza e del controllo. Lo sapevamo?

Econarrativa della felicità ecologica
La forza dell’econarrativa. L’Ecologia della Felicità di Stefano Bartolini è l’esempio lampante di quello che può fare un cambio di narrazione per la nostra ecoansia.

Mi è venuta l’ecoansia!
L’ecoansia non è solo paura di ciò che accadrà al pianeta, ma anche dolore per ciò che stiamo già perdendo. È la storia del nostro legame con la Terra che cambia.

Una vita selvaggia e preziosa
“Dimmi, che cosa pensi di fare
con questa tua vita selvaggia e preziosa?” (Mary Oliver)

Quante voci sono un rumore?
C’è almeno un punto su cui Paul Watzlawick e Ella Cara Deloria sarebbero d’accordo: senza ascolto non può esserci comunicazione, solo rumore.

Più lento, profondo, dolce
L’essere umano di Alex Langer è un antieroe dal passo leggero: lento, relazionale, ospite della terra, non conquistatore.

Anche il dolore è un seme
Dipingere atmosfere con le parole è il talento prezioso di Brigit Anna McNeill. Conosce così bene la medicina della foresta che il dolore può divenire seme.

“La terra sono io”: come nasce l’identità ambientale
Una storia che possiamo raccontare grazie agli studi di Carie Green: il sè ha bisogno dell’ambiente naturale per svilupparsi. Alle radici dell’ecosofia.

Tra i capelli di Sedna. Dal mito a noi
Abbiamo bisogno di rianimare in noi gli archetipi che portano nel dna la memoria della simbiosi con ciò che ci vive sopra, sotto, intorno. Abbiamo bisogno di Sedna.

Permacultura umana per una vita resiliente
“Permacultura umana” è un invito poetico e concreto insieme a “vivere con grazia” e cooperare. Perché la rivoluzione ecologica è, prima di tutto, una rivoluzione della coscienza.

I trentatrè nomi di Dio
Dio, Grande Spirito, Wakantanka, Dea Madre… Ogni tradizione ha “un nome per dirlo”, forse solo la poesia poteva dirlo senza nominarlo. Quella di Marguerite Yourcenar.

La via naturale alla creatività
Ogni storia di creatività inibita è diversa dalle altre ma tutte sembrano condividere la stessa paura: quella di essere se stessi. La Natura può curare questa ferita?

Monocoltura di pensiero e mente selvatica
Facciamo un gioco serio? Trovare le analogie tra monocoltura e stile di pensiero. E poi decidere come vogliamo che vada a finire.

Abbi cura della soglia
Soglia è ogni luogotempo del non più e del non ancora. In natura gli habitat di soglia sono zone di transizione tra ecosistemi vicini, e nella vita?

Coltivare bellezza
Brigit Anna McNeill è scrittrice, ecopsicoterapeuta, guida, botanica, raccoglitrice, erborista, naturalista e madre. Lei non lo sa, ma Mycelica l’ha trovata.

Diventare indigeni
Starhawk e Eliane Brum: non potevano essere che due donne, una ecofemminista ed una scrittrice, a spiegarci perchè dovremmo tutti diventare indigeni.

Chi ha paura della nostalgia?
La fobia del rimpianto ci strappa da un abbraccio salvifico: quello della nostalgia. Se solo non temessimo di guardarci indietro!

Senza lutto (ecologico) non c’è speranza
Gli studi di Marzia Varutti sulle emozioni antropoceniche ci dicono che finchè non piangiamo il lutto per la terra, difficilmente potremo salvarla.