
Pratiche, gesti e semi nell’era delle fini
Che questi 100 gesti possano essere più che semplici idee su una pagina. Che siano semi di guarigione e rinascita.
Continuamente seguiamo orme e ne lasciamo a nostra volta. Alcune portano ai margini del Bosco e qui si dividono: qualche traccia attraversa la Soglia ed entra, qualche altra prende a disegnare il perimetro del bosco in attesa del momento giusto – del coraggio, della spinta, della chiamata.
In ogni bosco ci si imbatte, prima o poi, in una radura. Dopo ore di cammino nella penombra fitta di alberi, uno spazio luminoso si apre improvviso. La luce può persino accecare nei primi istanti, quando gli occhi sono ormai abituati ai soli contorni delle cose.
Se il bosco è luogo di mistero da decifrare dove il non conosciuto si traveste di forme archetipiche, di sentieri impervi e incontri iniziatici, la radura è la sosta necessaria dove l’intuizione può giocare con il materiale emerso dal micelio di Psiche.

Che questi 100 gesti possano essere più che semplici idee su una pagina. Che siano semi di guarigione e rinascita.

La forza dell’econarrativa. L’Ecologia della Felicità di Stefano Bartolini è l’esempio lampante di quello che può fare un cambio di narrazione per la nostra ecoansia.

Abbiamo bisogno di rianimare in noi gli archetipi che portano nel dna la memoria della simbiosi con ciò che ci vive sopra, sotto, intorno. Abbiamo bisogno di Sedna.

Ogni storia di creatività inibita è diversa dalle altre ma tutte sembrano condividere la stessa paura: quella di essere se stessi. La Natura può curare questa ferita?

Facciamo un gioco serio? Trovare le analogie tra monocoltura e stile di pensiero. E poi decidere come vogliamo che vada a finire.

Soglia è ogni luogotempo del non più e del non ancora. In natura gli habitat di soglia sono zone di transizione tra ecosistemi vicini, e nella vita?

La fobia del rimpianto ci strappa da un abbraccio salvifico: quello della nostalgia. Se solo non temessimo di guardarci indietro!

Finchè il sistema capitalistico non viene messo in discussione, l’ecologista e l’ecocida saranno speculari e necessari l’uno all’altro – come il salvatore e il persecutore nella dinamica triangolare con la vittima.

Non possiamo cambiare ciò che è stato, ma possiamo scrivere una nuova narrazione nella quale le prove acquisiscono senso e trovano il sostegno che era mancato.

Per superare certi passaggi servono alleati che come levatrici ci aiutino a partorire un talento creativo, una funzione psichica ancora incontattata o solo acerba.