(100 cose da fare ora che sei consapevole del collasso)
Le Orme di bosco di Mycelica
Non è la solita ricetta per la felicità. Nell’epoca delle “to do list”, Gabrielle Feather sparge semi. Mostra i passi come una maestra di danza e poi li danza con te. Cento passi oltre il disincanto, perché una psicologa specializzata negli effetti della crisi ecologica sulla salute mentale sa che le soluzioni emergono dal guardare in faccia i tempi che viviamo, non dal negarli.
Cento tra pratiche, gesti e semi buoni per curare La Grande Ferita. Soffrono gli individui, le comunità, la terra. Sembriamo aver perso memoria di come questo sanguinamento sia iniziato, sembriamo non capire che ci riguarda. Ancora e ancora ci serve qualcuno che mostri i passi, che ci ricordi che oltre al potere di distruggere abbiamo anche quello di riparare.
Ecco le parole di Gabrielle Feather, tradotte da Mycelica (*)
“Che tu sia consapevole del collasso da dieci giorni o da dieci anni, e a prescindere dal fatto che tu abbia o meno le parole per descriverlo, può essere difficile capire come porsi di fronte alla fine di tutto ciò che ci è familiare. Si può avere la sensazione che il terreno sia svanito sotto i piedi, rivelando un vasto abisso di incertezza.
Per quanto io desideri pensare a qualsiasi altra cosa, le promesse vuote di crescita infinita, di progresso antropocentrico e di salvezza tecnologica sono sempre suonate false; quella dissonanza rende difficile distogliere lo sguardo o fingere che la normalità esista ancora.
Questo momento – comunque si manifesti: come accettazione, resa, disillusione o resa dei conti – è spesso intriso di dolore, rabbia o torpore. Eppure ho imparato a vederlo come un inizio. Come il primo respiro di una vita più profonda e autentica.
Essere consapevoli del collasso significa vedere con chiarezza e riconoscere bellezza e brutalità, fragilità e resilienza, dolore e possibilità. Ma la consapevolezza, da sola, è solo una soglia. Ciò che conta è come scegliamo di vivere da questo punto in poi: come diamo forma alle nostre giornate, come ci prendiamo cura dei nostri corpi e delle nostre relazioni, e come tessiamo nuove storie mentre tutto si disgrega.
Quella che segue è una raccolta di gesti e pratiche rivolti a chi è consapevole dell’epoca in cui viviamo. Sono suddivisi in sezioni per facilitarne la consultazione, ma non seguono un ordine preciso. Mi piacerebbe sapere quali di essi risuonano con te o se ne hai altri da aggiungere.
1. Corpo e sistema nervoso
Siamo esseri animali dotati di corpi morbidi e reattivi; quando il nostro habitat è minacciato, il corpo ne risente. Spalle contratte, notti insonni, mascelle serrate, respiri superficiali e improvvise reazioni di “attacco o fuga” sono tutte risposte naturali. Prima di poter immaginare un mondo nuovo, dobbiamo imparare ad abitare noi stessi con pazienza e compassione.
Dedica un momento a osservare il tuo respiro. Lasciati guidare da esso invece di cercare di controllarlo.
Cammina a piedi nudi sulla terra e ricorda la tua natura animale.
Impara il linguaggio del tuo sistema nervoso. Cogli la differenza tra urgenza e ansia, tra torpore e riposo profondo.
Introduci una passeggiata quotidiana (o trascorri semplicemente del tempo all’aperto). Lascia che la luce del sole, l’aria e il cielo aperto riequilibrino il tuo organismo.
Fai una pausa consapevole e valuta le tue energie e le tue intenzioni prima di leggere le notizie o consultare altri media (inclusa questa newsletter!). Chiediti se sia davvero necessario farlo.
Sviluppa la forza fisica come forma di preparazione, capacità d’azione e resilienza mentale.
Immergiti nell’acqua fredda e lascia che il tuo corpo eserciti la resilienza attraverso gli elementi.
Crea un rituale serale che trasmetta sicurezza e riposo: pensa a candele, tisane, pigiama e schermi spenti.
Quando emergono emozioni destabilizzanti, prova la tecnica del *tapping* (EFT) o a canticchiare dolcemente. La vibrazione calma il nervo vago e può davvero alleviare la tensione.
Considera il sonno come qualcosa di essenziale. Un corpo ben riposato è la base per tutto il resto.
2. Terra e luogo
Il ventunesimo secolo – con le sue tecnologie, il capitalismo, la globalizzazione, le pandemie e gli stili di vita iper-digitali – ha lasciato molti di noi privi di punti di riferimento. Ritrovare le radici nel mondo vivente, anche solo in un singolo metro quadrato di terra, può essere un atto radicale di appartenenza.
Impara i nomi degli alberi, delle piante e degli uccelli della tua zona. Dare un nome è il primo passo per costruire una relazione.
Torna nello stesso angolo di terra ogni settimana per un anno e osserva come cambia, e come cambi tu insieme a esso.
Coltiva qualcosa di commestibile, anche solo un vaso di erbe aromatiche sul davanzale.
Raccogli l’acqua piovana come gesto di cura del territorio e di autonomia.
Offri acqua alle forme di vita non umane che ti circondano, come pratica di reciprocità. Scopri la storia indigena della terra sotto i tuoi piedi e le storie che il colonialismo ha cercato di cancellare.
Raccogli qualcosa di spontaneo per ricordare le tue radici di raccoglitore e la tua capacità di nutrirti da solo.
Cammina all’alba o al tramonto senza cuffie. Ascolta i sussurri della natura selvaggia.
Trasforma gli scarti alimentari in compost e osserva come ciò che è considerato rifiuto diventi nutrimento.
Compi un pellegrinaggio a piedi, anche solo attraversando la tua città, per riconnetterti con la realtà delle distanze.
3. Casa e Focolare
Molti di noi si stanno già preparando a risorse ridotte e catene di approvvigionamento interrotte, eppure pochi sono emotivamente o finanziariamente pronti ad adottare strategie di preparazione su larga scala. Piccoli passi, tuttavia, possono trasformare la casa in un luogo di autonomia, resilienza e bellezza.
Prepara un pasto partendo da zero e assapora il tempo e la cura che ciò richiede.
Impara a riparare qualcosa che si è rotto, per quanto semplice possa essere.
Asciuga i panni al sole e al vento.
Coltiva erbe aromatiche a portata di mano in cucina.
Trasforma gli scarti in brodo e riduci ciò che getti via.
Assembla un piccolo kit di emergenza (acqua, torce, fiammiferi, pronto soccorso) come piccolo atto di responsabilità verso se stessi.
Elimina il disordine e arieggia regolarmente la casa per rimuovere l’energia stagnante.
Accendi candele dopo il tramonto e rallenta i ritmi domestici.
Condividi attrezzi ed elettrodomestici con i vicini invece di acquistarne dei doppioni.
Crea un altare stagionale o un tavolo dedicato alla natura come piccolo omaggio, in costante mutamento, ai cicli del mondo vivente.
4. Dolore e Significato
Il mondo sta bruciando e rinascendo allo stesso tempo. Accogliere entrambe le realtà richiede un cuore capace di provare emozioni. Il dolore è un maestro necessario e una soglia verso una nuova consapevolezza.
Crea una cerimonia per onorare una specie estinta, una foresta distrutta o un sogno che non si realizzerà mai.
Scrivi una lettera al futuro, piena di verità piuttosto che di soluzioni.
Leggi poesie che parlano di fini e lasciati guidare dal linguaggio nel metabolizzare ciò a cui la mente resiste.
Approfondisci i rituali di elaborazione del lutto dei tuoi antenati e riportane in vita uno.
Lascia che le lacrime scorrano senza opporre resistenza.
Pianta un albero in memoria di qualcosa o qualcuno.
Parla apertamente con un amico fidato (e pronto all’ascolto) delle tue paure per il futuro, lasciando spazio all’incertezza senza cercare di minimizzarla.
Crea un gruppo di condivisione sul dolore in cui non sia richiesto di “aggiustare” nulla.
Esprimi il tuo dolore attraverso l’arte: pittura, scrittura o canto.
Ricorda che il dolore è una forma d’amore e lascia che rafforzi il tuo impegno verso ciò che resta.
5. Comunità e relazioni
Nessuno dovrebbe affrontare il collasso da solo. Per sopravvivere e prosperare, abbiamo bisogno di reti di cura reciproca, condivisione di competenze e immaginazione collettiva.
Organizza una cena condivisa e invita persone che non conosci ancora bene.
Impara e usa i nomi dei tuoi vicini.
Offri piccoli gesti di cura reciproca, come fare da babysitter, condividere i pasti o prestare attrezzi, e intreccia l’interdipendenza nella vita quotidiana.
Crea un gruppo di lettura dedicato a temi come il clima, la giustizia o la rigenerazione culturale.
Fai volontariato per un progetto locale che rispecchi i tuoi valori.
Sviluppa competenze nella risoluzione dei conflitti e considerale un’infrastruttura essenziale.
Chiedi alle persone più anziane di raccontare le loro storie: custodiscono il sapere necessario per affrontare il cambiamento.
Pratica l’ascolto profondo, senza la fretta di voler risolvere i problemi o dare consigli.
Celebra i momenti stagionali – come il raccolto, il solstizio o la prima pioggia – in compagnia di altri.
Coltiva un orto comunitario: fai crescere la cultura insieme al cibo.
6. Denaro, lavoro e potere
La consapevolezza del collasso invita a ripensare radicalmente il modo in cui ci sosteniamo. Ci interroga su ciò di cui abbiamo realmente bisogno, su cosa finanziamo con il nostro lavoro e su come la nostra energia possa sostenere la vita anziché esaurirla.
Monitora le tue spese e allineale ai tuoi valori: ogni dollaro speso è un piccolo atto di autodeterminazione.
Sostieni agricoltori, artigiani e piccole imprese locali, invece di trasferire ricchezza verso grandi aziende impersonali.
Sposta i tuoi risparmi presso un istituto bancario che adotti pratiche etiche e investimenti trasparenti.
Apprendi un’abilità pratica o un mestiere che rafforzi la tua autonomia e approfondisca il tuo senso di sovranità personale.
Rifletti su come il tuo lavoro possa nutrire la rete della vita, anziché alimentare sistemi basati sullo sfruttamento delle risorse.
Investi in relazioni, comunità e competenze piuttosto che in beni materiali: sono forme di ricchezza che acquistano valore nel tempo.
Rifiuta il culto del “sé monetizzato”. Lascia che il tuo valore sia misurato in termini di profondità, presenza e contributo autentico, anziché in visibilità o metriche quantitative.
Fai in modo che la generosità sia parte del tuo modo di partecipare al mondo. Condividere tempo, conoscenze e risorse senza aspettarsi nulla in cambio aiuta ad allentare la presa della mentalità transazionale.
Allo stesso tempo, però, dai valore al lavoro delle tue mani e della tua mente: una retribuzione equa è un modo per interrompere i cicli di sfruttamento.
Ridefinisci la ricchezza includendovi tempo, libertà, connessione, creatività e contributo personale, e orienta la tua vita verso questi valori.
7. Immaginazione e cultura
Il collasso è una crisi dell’immaginazione tanto quanto delle risorse. Costruire nuovi mondi inizia con l’immaginarli e il metterli in pratica.
Leggi opere di narrativa che immaginano futuri post-collasso all’insegna del rinnovamento anziché della disperazione.
Racconta storie che pongano le relazioni, la reciprocità e l’interdipendenza al centro dell’essere umano.
Crea una rivista amatoriale, un podcast, un film o un progetto artistico che esplori la vita oltre la crescita infinita.
Organizza o partecipa a laboratori culturali che esplorino come potrebbe apparire e che sensazioni potrebbe trasmettere una cultura rigenerativa.
Guarda film e documentari che amplino il tuo senso del possibile e ti aiutino a immaginare mondi oltre quello che conosciamo.
Scrivi una storia per bambini sul prosperare nel rispetto dei limiti ecologici e condividila con i giovani della tua vita.
Esamina le tue convinzioni sul progresso e lascia spazio all’emergere di altre definizioni di “buona vita”.
Impara un mestiere tradizionale (intreccio di cesti, ceramica, filatura) che riconnetta le tue mani al lavoro fisico.
Trascorri del tempo con persone le cui storie e visioni del mondo sono radicalmente diverse dalle tue, e lascia che quelle narrazioni amplino gli orizzonti della tua immaginazione.
Immagina come potrebbe essere una cultura fiorente tra 100 anni e orienta la tua vita verso di essa.
8. Pratica spirituale e mistero
Nella sua essenza, il collasso è una questione esistenziale. Ci interroga su chi siamo, perché siamo qui e cosa serviamo.
Trascorri una giornata da solo nella natura, senza distrazioni digitali. Lascia che la terra ti parli.
Annota i tuoi sogni e le immagini che ti visitano.
Impara una semplice pratica di respirazione o di meditazione e dedicatici ogni giorno.
Crea un piccolo altare con oggetti che ti ricordino ciò che consideri sacro.
Lascia offerte alle forze viventi che ti circondano e resta attento ai piccoli gesti che esse ti offrono in cambio.
Inizia ogni mattina con gratitudine, vivendola come un atto di devozione.
Pronuncia una benedizione prima dei pasti, da solo o in compagnia, per ricordare la rete della vita che ti sostiene.
Leggi mistici e visionari e lascia che le loro parole riconfigurino la tua visione del mondo.
Esplora il modo in cui la tua stirpe ha concepito il sacro e discerne cosa risuona ancora in te.
Pronuncia ad alta voce un voto di servizio verso qualcosa di più grande di te.
9. Attivismo e impegno
Il collasso richiede sia accettazione che resistenza. L’impegno non riguarda tanto il voler risolvere tutto o il dare sfogo alla propria indignazione, quanto il sostenere ciò che conta in modi che siano sostenibili per te.
Unisciti a un gruppo locale che si occupa di giustizia o di azione per il clima.
Scrivi ai tuoi rappresentanti politici riguardo alle questioni che ti stanno a cuore.
Partecipa a una manifestazione come atto di cittadinanza e solidarietà.
Sostieni le comunità in prima linea con il tuo denaro, il tuo tempo o la tua voce.
Usa la tua piattaforma per dare risonanza alle voci emarginate.
Contribuisci alle reti di mutuo soccorso e impara come funzionano.
Rifiutati di partecipare a iniziative che perpetuano narrazioni basate sul progresso, aggravando al contempo lo sfruttamento e le disuguaglianze.
Parla onestamente con i bambini (quando l’età lo consente) della situazione del mondo e ascolta la loro visione delle cose.
Promuovi politiche rigenerative sul posto di lavoro, a scuola o presso l’amministrazione locale.
Celebra ogni piccola vittoria e lascia che essa alimenti la tua determinazione.
10. Diventare
In definitiva, la consapevolezza del collasso è solo l’inizio. Ciò che segue è un apprendistato che dura tutta la vita. Un processo di crescita, per diventare più integri, più umani e più in sintonia con il mondo vivente.
Coltiva la pazienza. L’umanità si trova ancora nel bozzolo dell’adolescenza e nessuna urgenza potrà accelerare la trasformazione.
Pratica l’umiltà. Nessuno di noi possiede la mappa; impariamo strada facendo.
Accetta il fatto che non metterai in pratica tutti e cento questi inviti. Dedicati profondamente a quelli che senti più vicini a te.
Condividi ciò che impari con gli altri.
Fai da mentore a qualcuno più giovane, trasmettendo una competenza o un modo di vedere le cose.
Cerca un mentore più anziano, che sia umano o “più-che-umano”.
Rivedi i tuoi valori ogni anno e permetti loro di evolversi.
Stringi a te i tuoi cari, spesso. Lascia che l’amore sia il terreno da cui nasce la resilienza.
Fai spazio alla gioia. Non è una cosa banale; è ciò che ci sostiene.
Mantieni il cuore aperto. Anche ora. Anche qui.
Apprendistato per la Lunga Discesa
Acquisire consapevolezza del collasso significa approdare a una maturità più profonda. Significa riconoscere che viviamo in un tempo di fini e scegliere, ancora e ancora, di affrontare queste conclusioni con coraggio, umiltà, speranza e immaginazione.
Che questi cento gesti possano essere più che semplici idee su una pagina. Possano esse mettere radici nelle tue mani e nei tuoi giorni, intessendo piccoli e saldi atti di rinnovamento in un mondo ancora in divenire. Questo potrà anche segnare la conclusione di una storia, ma ogni fine smuove il terreno affinché un’altra possa crescere”.
Gabrielle Feather
(*) Leggi qui il testo originale.
Gabrielle Feather è una psicologa e ricercatrice residente in Tasmania (Australia), specializzata in ecoansia, psicologia consapevole del collasso e impatti della crisi ecologica sulla salute mentale. Il suo lavoro si concentra su come gli individui possano affrontare il dolore, l’ansia e l’incertezza in un mondo in cambiamento, senza patologizzare il disagio legato al clima.


